Vincenzo De Francesco

Fotografo






Ritratto
Foto di Ugo Salerno / Another Studio



Sono nato a Roma nel 1991.
Dopo aver conseguito la maturità scientifica mi iscrivo al corso triennale dell’Istituto Superiore di Fotografia e Comunicazione Integrata ISFCI di Roma. Qui apprendo le principali nozioni fotografiche trattando le diverse tecniche di scatto. Nonostante l’ottimo insegnamento tramandatomi, l’idea della professione del fotografo che avevo inizialmente non coincideva a fatto con l’estrema realtà competitiva.
Il mio stile si caratterizza per l’essere minimalista a seconda della disciplina artistica con l’utilizzo dell’attrezzatura analogica e digitale. Scelgo di conservare la forma aldeide dell'instante fermato ed essere rigoroso nello scatto, soprattutto per non passare tante ore al computer a post produrre e stravolgere pixel. Durante gli studi in accademia rimasi molto attratto dalla fotografia trasgressiva di Robert Mapplethorpe e così anche io ho cercato di usare quell'imprinting nel rappresentare scene osé che smascherino la realtà in cui viviamo, divertano lo spettatore e mettono alla berlina questa società. Non mi piace ne venerare miti e ne idolarizzare persone, ho dei miei ipotetici punti di riferimento ma non ne faccio un dogma esistenziale. Per poter creare qualcosa di accattivante la soluzione sta solo nell’incessante nutrimento del spirito quindi della Cultura.
Nel 2013 entro a far parte del primo progetto di urban art M.U.Ro. fondato nel 2009 dall'artista eclettico nonché carissimo amico David Diavù Vecchiato dove mi occupo di documentare le diverse rappresentazioni di artisti italiani e stranieri. Lui ma anche la sua compagna e tutto l’entourage cerchiamo di acculturare quei non luoghi della città soggetti al degrado e l’abbandono. L’Arte è lo strumento perfetto per raccontare il passato di un posto attraverso il punto di vista e lo stile dell’artista.
Si è partiti dallo storico quartiere romano del Quadraro per arrivare a “fecondare” altre zone aride.
Contemporaneamente porto avanti servizi personali che mi pianifico solo se spinti da un forte interesse dato che fare fotografia implica un eccessivo investimento di tempo e denaro. Inoltre cerco d’imbattermi in collaborazioni sinergiche e stimolanti che mi portano ad avere buoni risultati e mi aprono nuove strade.
Il mio costante studio fotografico consiste di riuscire ad entrare in empatia con il soggetto arrivando a smuovere i sentimenti di chi osserverà tale scatto. Un lavoro complesso che attualmente vedo non eseguire dalle persone che si considerano artefici di immagini. Credo che l'essere naif avvolte non è il modo appropriato per raccontare la realtà. Non trovo proficuo uscire di casa e scattare seguendo il proprio istinto o meglio prima di arrivare a ciò ho bisogno di fare un lavoro interiore per essere pronto a fermare un determinato attimo.

Un amico al suo ritorno da un lungo viaggio itinerante in Africa mi disse dell’esistenza di un proverbio ovvero: “Puoi svegliarti anche molto presto all'albama il tuo destino si è svegliato mezz'ora prima di te”. Questo periodo di frase semplicissimo mi fa riflettere dell’importanza di essere obbiettivo nella vita senza troppe pretese. Così cerco di vivere ogni giorno che passa in uno stato di ebollizione continua.